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Marcovaldo

Autore: Italo Calvino

Riassunto di un racconto:
Il racconto che più mi ha colpita è “La pioggia e le foglie” della parte dell’Autunno. Marcovaldo, che era un dipendente di una ditta, aveva il compito di innaffiare quotidianamente la pianta che si trovava all’ingresso. Con tristezza, ogni mattina si rendeva sempre più conto che quella pianta soffriva per il fatto che stava continuamente al chiuso e non aveva abbastanza luce. Infatti le cadevano sempre le foglie e ingialliva con il passare del tempo. Marcovaldo, come un agricoltore, rivolgeva spesso i suoi pensieri a quella pianta, per cui provava compassione. Un giorno vedendo che pioveva, portò la pianta nel cortile e la lasciò lì. Gli sembrò di vederla diventare sempre più verde e provò una grande gioia. Gli tornarono in mente ricordi indistinti di boschi e prati. Finito l’orario di lavoro, Marcovaldo ottenne il permesso di tornare a casa con la pianta poiché non voleva rimetterla in quella stanza, all’ingresso. La pose dunque sulla bicicletta e andò a casa. I suoi bambini erano entusiasti, ma la moglie Domitilla, non era contenta di dover tenere una cosa in più nel loro appartamento già troppo stretto e la fece mettere sul davanzale. Durante la notte continuò a piovere e l’indomani Marcovaldo trovò la pianta più rigogliosa e verde che mai. La storia continuò in questo modo e riprese la pianta anche per il fine settimana. Ormai non pioveva più, ma lui la portò in giro per la città con la sua bicicletta cercando dei posti dove piovesse. Finì che il lunedì quella pianta era diventata un albero altissimo. Il capo si arrabbiò perché la pianta  non entrava più nell’ingresso e chiese a Marcovaldo di portarla al vivaio e farsene dare un’altra più piccola. Mentre la trasportava non si accorse però che le sue foglie diventavano gialle-oro e cadevano lasciando una lunga striscia per la città. Quando si girò per controllare la pianta che trasportava, Marcovaldo constatò con amarezza che ormai era rimasto solo un stecco con un’unica foglia gialla.

Personaggi principali:
- Marcovaldo: è il protagonista dei racconti di questo libro. E’ un uomo di mezza età che lavora in una ditta nella città. È anche abbastanza povero e sommerso da molti debiti poiché deve mantenere una famiglia numerosa, con cui vive in uno strettissimo appartamento. Marcovaldo prova molta nostalgia per la campagna e la natura e con entusiasmo cerca di trovarla anche nella città e di farla conoscere ai suoi bambini.
Personaggi secondari:
- la moglie di Marcovaldo, Domitilla, appare un po’ burbera e sempre contraria alle decisioni del marito. Si occupa delle faccende domestiche e dei bambini.
- I figli di Marcovaldo sono molti, circa otto, tra cui i più citati sono Michelino, Filippetto e Teresa.
- Il signor Viligelmo è il capo di Marcovaldo e un signore autorevole.

Ambiente:  I racconti sono ambientati per lo più in una città, di cui non viene detto il nome , nella casa di Marcovaldo o nella ditta per cui lavora.

Tempo: Le storie raccontate si svolgono in età contemporanea all’autore e quindi alcune decine di anni fa rispetto a noi. L’epoca emerge dalle descrizioni della città, dei mezzi (macchine, tram, autobus), delle industrie e della situazione in cui si trova Marcovaldo. Egli infatti si è spostato dalla campagna verso la città per trovare migliori condizioni economiche.

Giudizio personale: Leggendo questo libro, ho provato una certa malinconia, nonché tristezza e un grande senso di amarezza. Sono queste infatti le emozioni che mi trasmettono le storie di Marcovaldo. Sebbene l’autore abbia dato un tono ironico alle sue avventure, io trovo che dietro a queste vicende ci sia un significato molto più profondo. Esse mettono in evidenza il continuo trasformarsi della società contemporanea, che trascorre una vita frenetica in città alla ricerca del denaro, dimenticandosi delle innumerevoli bellezze della natura. Marcovaldo prova una grande malinconia per la vita passata in campagna e cerca di trovare un angolo di natura e di  farlo rivivere dentro di lui anche nella città piena di cemento, smog e macchine.