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La boutique del mistero

Titolo: La boutique del mistero
Autore:  Dino Buzzati nasce il 16 Ottobre 1906 a San Pellegrino, nei pressi di Belluno. Dopo aver frequentato il ginnasio Parini di Milano,  si iscrive alla facoltà di Legge e si laurea nel 1928. Sin dalla giovinezza manifesta gli interessi e le passioni del futuro scrittore; lavora per il Corriere della Sera e comincia a pubblicare le sue prime opere. Nel 1920 scrive il suo primo romanzo: “La canzone delle montagne”. Altre sue opere sono: “Il segreto del bosco vecchio”, “Il deserto dei Tartari” e “I miracoli di Val Morel”. “La boutique del mistero” viene scritta nel 1968 dall’intento dell’autore di far conoscere il meglio di quanto aveva scritto.
Riassunto di un racconto: Tra i racconti del libro che mi hanno maggiormente impressionato ce n’è uno, intitolato“Le gobbe nel giardino”. È la storia di un uomo, che fin da ragazzo era abituato, la sera, a fare una passeggiata nel suo giardino, osservare il cielo, le stelle e pensare. Era un momento di tranquillità, che si concedeva quotidianamente. Una volta però, durante la solita passeggiata notturna inciampò in un piccolo ostacolo. Sulla superficie del prato infatti c’era un protuberanza. Pensando che fosse un lavoro in corso del giardiniere, non le diede importanza e il giorno dopo chiese al giardiniere, che si chiamava Giacomo, quale fosse il motivo per cui nel suo giardino c’era quella gobba, che sembrava quasi un tumulo mortuario. Giacomo gli rispose che era veramente un tumulo mortuario, poiché un suo carissimo amico era morto il giorno precedente. Egli non era stato sepolto lì, perché era morto in montagna. La gobba però è apparsa nel suo giardino poiché tutto ciò che avveniva nella sua vita aveva un seguito lì. Il signore non gli credette e pensò che fossero solo superstizioni. La vicenda però si ripeté diverse volte, e ogni volta che nasceva una nuova gobba nel giardino, moriva una persona a lui cara o un suo conoscente. Così durante le passeggiate, quando inciampava in una gobba, pensava alla persona che non c’era più. Le gobbe si moltiplicarono ed erano di dimensioni diverse; ce n’erano alcune molto grandi, e ogni volta che il signore passava da quelle parte pensava alle persone che erano morte e avevano lasciato un vuoto nel suo cuore, chiamava tutte le persone per nome, ma ovviamente nessuno gli poteva rispondere. Con il passare del tempo il protagonista si illudeva di sentire una risposta, forse il vento o il verso di un uccello, che lui credeva una risposta dall’aldilà. E fu così che nacque nell’uomo la convinzione che ognuno di noi abbia un suo giardino con tante gobbe, che rappresentano la perdita delle persone  più care. Egli pensa anche che un giorno, nel giardino di qualcuno apparirà una piccola protuberanza, e quando quella persona ci inciamperà, penserà a lui, a Dino Buzzati.
Personaggi:  Il protagonista di questa storia è un uomo, la cui età non è precisata. Non è né ricco né povero e verso la fine del racconto svela di essere Dino Buzzati, l’autore del libro. Infatti questo racconto è narrato in prima persona.  L’altro personaggio, un personaggio secondario, è Giacomo, il giardiniere, a cui vengono sempre chieste delle spiegazioni per la comparsa delle gobbe in giardino.
L’ambiente: L’ambiente di questo racconto è il giardino del protagonista, un giardino come ce lo potrebbe avere chiunque.
Il tempo: La vicenda si svolge sempre di notte, perché è quello il momento delle passeggiate del protagonista. La durata del racconto è di alcuni anni, il tempo necessario perché il suo giardino si riempia di gobbe. L’epoca in cui si svolge la storia è imprecisata, ma comunque suppongo sia un’epoca a noi contemporanea.
Giudizio personale: Questo tra tutti i racconti della “Boutique del mistero” , è quello che mi ha maggiormente colpita per il grande significato che ha. Aldilà della semplice storia infatti si nasconde un significato profondo. Secondo me il giardino rappresenta il nostro cuore, e le gobbe che si formano sono i ricordi che restano per sempre delle persone che non ci sono più. Ecco perché l’autore dice che ognuno di noi ha un giardino con tante gobbe; in realtà non tutti abbiamo questo giardino, ma abbiamo un cuore, in cui rimangono in eterno i ricordi delle persone morte, a cui volevamo tanto bene. Io penso dunque che l’autore ha ragione su questo fatto e che questo sia un racconto bellissimo.